Notizie - Rassegna Stampa
IL TIRRENO

2009-12-18

ALTRO
Solo i Ballasina sono colpevoli Le motivazioni della sentenza sulla gestione del Carapax

  MASSA MARITTIMA. Donato Ballasina e la moglie Maria Joris Vandepitte Verle «hanno gestito e operato all’interno del centro Carapax trattando animali pericolosi o a rischio estinzione, senza che fossero in possesso dei requisiti di legge». E ancora: «Non solo la detenzione non era autorizzata, ma non erano autorizzati i fini e l’organizzazione commerciali della detenzione stessa».
E poi: può darsi anche che il centro sia stato visto con favore dagli organismi locali perché ritenuto come soluzione ai problemi di affidamento delle tartarughe, può darsi anche che ne venisse tollerata l’attività (comunque non c’è stato un uso clandestino); ma «rimane il fatto che in ogni caso tutti gli esemplari versavano in una condizione di irregolarità, perché appunto privi della necessaria documentazione che comunque gli imputati avrebbero dovuto procurarsi». Sono alcuni passaggi salienti delle motivazioni della sentenza con la quale il 23 ottobre il giudice Giovanni Puliatti ha condannato i gestori del centro a 6 mesi e 10mila euro di ammenda (doppi benefici) e ha assolto lo stesso Ballasina dalla violazione dei sigilli per lo spostamento di due caimani («manca la prova dell’effettiva volontà di porre in essere la violazione contestata») e una terza imputata, Donatella Pestelli, dal concorso con i coniugi nelle violazioni: «Forse lei ha agito con leggerezza, prestandosi ad assumere una carica che determinava conseguenze ma ha accettato in buona fede con lo spirito collaborativo del volontario».
Dunque solo Ballasina («anima e artefice, forse anche con metodi discutibili ma sempre con un investimento energetico ed emotivo di rilievo») e la moglie sono, secondo il giudice, i responsabili delle detenzioni illecite: mancava l’autorizzazione della Prefettura, non c’era l’attestazione di legale importazione, gli animali venivano esposti per scopi commerciali ma senza documentazione. E quel centro «seppure istituito con finalità puramente scientifiche era divenuto una sorta di parco a tema, nel quale non risultava effettuata effettivamente alcuna delle attività per le quali il centro era stato istituito».
Tutto iniziò il 29 giugno 2007, con il sopralluogo del Corpo forestale a seguito dell’esposto dell’associazione Tarta Club. Vari provvedimenti di sequestro hanno caratterizzato le vicende del centro, che si trova da molti mesi anche al centro di un contenzioso civile: proprio l’altro giorno, il giudice ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Carapax e ha invitato a presentare le conclusioni. La decisione è prossima.